Storia dell'Isola d'Elba

La storia ci tramanda molte teorie e leggende sulla nascita e sull’età dell’Isola d’Elba, ma quello che possiamo dire con certezza è che vari ritrovamenti testimoniano la vita sull’Isola già nell’età della pietra.

I Greci nel 5° secolo a.c. la chiamarono Aethalia che significa fiamma per le enormi fiamme che si elevavano al cielo dai forni che cuocevano ferro. Fu proprio per questo minerale che tutti i popoli si combatterono per avere il dominio dell’Elba e dei suoi giacimenti di ferro, a partire dagli Argonauti di Giasone, che chiamarono porto Argo quella che oggi è Portoferraio, per continuare con gli Etruschi che nell'VIII secolo a. C., sfruttavano le miniere di ferro e ricavandone enormi ricchezze trasferendosi nella vicina Populonia quando le scorte di legname furono esaurite, per continuare con i Cartaginesi e i Romani, che ebbero grandi successi militari grazie anche al giavellotto, arma che i soldati usavano con la punta di ferro a perdere, i quali ereditarono la nascente industria siderurgica valorizzando anche la produzione del vino e le bellezze del paesaggio dell'Elba facendo fiorire un intenso traffico marittimo. Ci fu’ poi la conquista dei Medici, che costruirono su tutta l’isola possenti fortificazioni a difesa dei assalti dei terribili pirati saraceni, fino ad arrivare al periodo Napoleonico, dove nonostante il suo breve esilio, l'imperatore francese lasciò sull'isola un'impronta indelebile. L'imperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato all'Elba nel 1814 e vi rimase 10 mesi. A testimonianza della sua permanenza restano alcune ville ove soggiornò Villa dei Mulini in posizione dominante su Portoferraio e Villa San Martino, residenza estiva ed oggi Musei.

I primi abitanti dell'isola sembra fossero gli Ilvati, un popolo ligure da cui deriva l’antico nome ILVA.

Più recentemente, l'isola è diventata famosa anche all'estero oltre che per il suo fascino incontrastato anche per il suo vino (già esportato dagli antichi Romani), in particolare l'Aleatico, vino liquoroso da dessert ricavato da uva passita che spesso accompagna la tipica schiaccia briaca.

L’Isola d’Elba posta a circa 10 chilometri dalla costa di Piombino è la terza isola italiana con i suoi 223 km² e 147 km di costa è la più grande dell’arcipelago toscano, attualmente fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano assieme a Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio, Giannutri, Cerboli e Palmaiola, è bagnata a nord dal Mar Ligure, a est dal Canale di Piombino, a sud dal Mar Tirreno e ad ovest dal Canale di Corsica, dalla quale dista circa 50 km. La sua ampiezza da nord a sud è di 18 km e raggiunge i 27 km da est ad ovest.

E’ divisa in otto comuni quali Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio Marina, Rio nell’Elba e Portoferraio è il centro più grande e porto più importante, sotto la provincia di Livorno. I suoi abitanti sono circa 30 mila ma nel periodo estivo aumentano notevolmente.

L’Elba presenta un ricco quadro geomineralogico che presenta una vasta gamma di rocce e minerali, testimonianza di una serie di eventi geologici che hanno portato alla formazione dell’isola e sulla parte a ovest culmina sul granitico massiccio occidentale il Monte Capanne che con i suoi 1.018 metri è il "tetto dell'Arcipelago Toscano".

Ricca di spiagge e scogliere l'isola d'Elba offre un'ampia scelta per le immersioni subacquee, spaziando da immersioni accessibili ai principianti a quelle più impegnative ed alcuni esempi sono:

  • il relitto di Pomonte, vicino allo scoglio dell'Ogliera, posato ad una profondità di soli 10 metri sul fondale sabbioso
  • le Formiche della Zanca, ad ovest dell'isola vicino a Capo Sant'Andrea, una parete verticale dai 20 ai 40 metri ricca di gorgonie rosse
  • Capo Stella, un'immersione impegnativa fino a 41 metri ricca di pesce, gorgonie rosse e corallo rosso
  • i Picchi di Pablo, da 8 a 33 metri di profondità, con la parete popolata da gorgonie bianche, gialle e spugne gialle coperte da gamberi
  • lo Scoglietto di Portoferraio, un'immersione su una franata tra i 20 e i 35 metri, con scarsa corrente. Ricca di barracuda anche in numero considerevole e di tante altre specie di pesci.

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